La storia del vincitore del premio Under 21 - Hard Work Challenge

07.12.2017

La sfida di Corrado Camponeschi

"Sono al mio ultimo anno della triennale di ingegneria energetica presso l'Università "La Sapienza" di Roma. Da quattro anni, nei fine settimana e durante le vacanze, ho deciso insieme a mio padre di rimettere in piedi l'azienda agricola del mio bisnonno. Il mio sogno è quello di ridare vita ad un terreno ormai incolto e farlo tornare alla bellezza di un tempo. Siamo partiti con la demolizione del vecchio casale costruito tra il 1920 e il 1930: un lavoro impegnativo, dilazionato in 3 anni, viste le nostre poche disponibilità. Durante la ricostruzione dell'edificio abbiamo curato l'aspetto ambientale liberando le piante da frutto da quelle parassitarie, potando e abbattendo quelle che erano ormai allo sbaraglio, abbiamo rimesso in sesto la vigna e piantato querce, abeti, nuove piante da frutto ed ulivi. Finito l'aspetto edilizio è toccato agli impianti idraulico ed elettrico che ho realizzato da zero con mio padre, abbiamo anche ricostruito le staccionate e tracciato un nuovo sistema di irrigazione per semplificare il sistema d'innaffiatura, rendendolo automatico. Il lavoro sembrava interminabile e la fatica era inimmaginabile, ma n’è valsa la pena.  Da circa due anni produciamo confetture con i frutti delle nostre piante di mele cotogne, fichi e ciliegie: il più grande risultato è stato poterle assaporare ed essere elogiati dai nostri clienti. Sul piano economico, non possiamo per ora ritenerci soddisfatti, anche perché la nostra  è  stata più che mai una scommessa. Le condizioni climatiche, la mancanza di acqua e il nostro budget ristretto non aiutano, la cosa più importante è continuare stringere i denti ed investire nella giusta direzione, contando sull'intuito e sull'innovazione. Al termine della mia laurea triennale, ho intenzione di specializzarmi in energia e fonti rinnovabili per creare un complesso di edifici ad impatto ambientale "0", autosufficiente sia sul piano energetico che idrico. La mia idea sarebbe di creare serre con colture verticali ottimizzando gli spazi e ridurre la dispersione di acqua nel terreno  creando delle cisterne al di sotto del campo per la raccolta dell'acqua ed infine rivestire gli edifici con pannelli fotovoltaici in grado di poter lavorare con un impianto energetico autosufficiente, il tutto utilizzando materiali facilmente smaltibili. Stiamo valutando inoltre se ampliare il nostro terreno affittando quelli circostanti, per la coltivazione della canapa. Dal 2016 è infatti possibile coltivarla utilizzandola nella produzione tessile e nel settore alimentare, ogni singola parte della pianta ha un suo specifico impiego ed utilizzo, il che la rende una vera e propria miniera di innovazione. Per adesso ci stiamo muovendo nelle nostre possibilità,  io credo che il potenziale ci sia e se continuiamo a impegnarci amando la nostra terra, potremmo un giorno avviare la nostra azienda agricola, raccogliendo i primi meritati frutti del nostro lavoro."

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