Il monitoraggio della finanza nelle piccole e medie imprese

25.06.2018

Perché l’Utile non fa il Guadagno

Tempo fa, rileggendo i miei vecchi testi di contabilità delle scuole superiori, ho notato alcune lacune riguardanti i capitoli dedicati all’aspetto finanziario della gestione di un’impresa. L’argomento veniva infatti trattato marginalmente rispetto agli aspetti economici e patrimoniali, cui veniva dato molto più spazio. Venivano descritte, ad esempio, le caratteristiche delle varie tipologie di finanziamento (a breve e a medio-lungo termine, interne ed esterne), ma non veniva sviluppato un discorso organico e completo relativamente alla cosiddetta gestione finanziaria di un’impresa, ovvero la funzione che ha come obiettivo quello di reperire le fonti di finanziamento, di monitorarle e di allocarle per conseguire gli obiettivi aziendali, all’interno di un sistema di vincoli esistenti, in modo efficace ed efficiente.

La mia esperienza lavorativa come consulente ha confermato la presenza di questo “orientamento” anche nel mondo lavorativo. Molte aziende – soprattutto quelle più piccole, a conduzione familiare o gestite direttamente dall’imprenditore-proprietario – hanno spesso trascurato l’aspetto finanziario focalizzandosi eccessivamente sulla dimensione economica. L’impresa, tuttavia, non deve solamente monitorare il risultato economico conseguito (utile o perdita d’esercizio), ma deve anche e soprattutto monitorare la propria capacità a far fronte agli impegni nel breve e nel medio-lungo periodo, onde evitare momenti di tensione che possono poi sfociare in vere e proprie crisi che possono mettere a repentaglio la sopravvivenza stessa dell’azienda. Controllare la dimensione finanziaria vuol dire verificare che il risultato aziendale “potenziale” (il risultato economico) si trasformi in risultato “effettivo” (il risultato finanziario), ovvero un incremento del conto corrente bancario, o in una diminuzione dei debiti bancari. Tutto ciò sia in ottica a consuntivo che in ottica prospettica, dimensioni che, ad evidenza, sono strettamente correlate.

Analizzando le gestioni concluse è infatti possibile individuare i problemi e attuare le correzioni necessarie a partire dall’anno in corso e quindi programmare al meglio i flussi di cassa futuri.

Pensiamo all’importanza di uno strumento come il rendiconto finanziario: il prospetto integra infatti, da un punto di vista dinamico (inteso come flusso di risorse finanziarie) le informazioni fornite da conto economico e stato patrimoniale e fornisce un quadro completo dell’ultimo esercizio concluso dall’impresa.

Secondo l’OIC 10 il rendiconto finanziario è il prospetto che “fornisce informazioni per valutare la situazione finanziaria della società (compresa la liquidità e solvibilità) nell’esercizio di riferimento e la sua evoluzione negli esercizi successivi”. Il rendiconto riporta inoltre le disponibilità liquide prodotte o assorbite dall’attività operativa e le relative modalità di impiego o di copertura, nonché la capacità della società di affrontare gli impegni finanziari a breve termine e la capacità di autofinanziarsi.

Il D.lgs. 139/2015, che ha recepito nel nostro ordinamento la Direttiva 2013/34/UE, ha riformato profondamente gli articoli del Codice Civile relativi alla redazione del bilancio d’esercizio da parte delle società di capitali, includendo tra gli schemi obbligatori – a partire dai bilanci relativi agli esercizi aventi inizio il 1° gennaio 2016 – il Rendiconto Finanziario (art. 2425-ter).

Questa importante novità, seppur molto apprezzata, non è tuttavia sufficiente:

  • La norma prevede l’esonero, per esigenze di semplificazione e di economicità, dalla redazione del rendiconto finanziario per le imprese che redigono il bilancio in forma abbreviata e per le “micro-imprese”, che costituiscono la maggioranza del panorama delle società italiane. Tale motivazione risulta priva di fondamento, dal momento che la generazione di un rendiconto dovrebbe essere possibile mediante qualsiasi software gestionale in commercio e non comportando dunque un aggravio di costi per l’impresa;
  • Il rendiconto è uno strumento con un orizzonte temporale rivolto al passato.

Come detto in precedenza chi guida un’impresa deve avere una visione orientata al futuro e non limitarsi a ragionamenti a consuntivo. Per questo motivo è fondamentale che il management adotti fin da subito alcuni strumenti di pianificazione finanziaria, tra cui il principale è il budget finanziario. Questo strumento fornisce una proiezione annuale del flusso di cassa e del saldo banche complessivo al fine di verificare la dinamica dell’indebitamento a breve e medio termine” e consente di supportare le analisi di sostenibilità finanziaria del budget economico e/o piani di investimento industriali

Il budget finanziario deriva dal budget economico – ai ricavi e ai costi vengono applicate le aliquote IVA e le condizioni di incasso/pagamento (a pronti, 30, 60, 90 giorni) – ha un orizzonte temporale di 12 mesi con aggiornamenti trimestrali/semestrali (ma la periodicità può variare sulla base delle caratteristiche dell’attività dell’azienda) e rappresenta i flussi in entrata ed in uscita derivanti da:

  • Gestione operativa (ricavi e costi operativi e liquidazione IVA);
  • Investimenti e disinvestimenti (entrate ed uscite derivanti dall’acquisto o dalla dismissione di beni strumentali);
  • Gestione finanziaria (finanziamenti a titolo di capitale di credito e di rischio e dettaglio degli affidamenti bancari di breve periodo).

I flussi e i saldi mensili considerano tutte le banche a breve termine. Per effettuare considerazioni sulle singole linee di credito (eccedenza o insufficienza di liquidità) e per evidenziare eventuali fabbisogni in determinati periodi dell’anno (si pensi ad esempio ad un’impresa con un’elevata stagionalità delle vendite) è possibile utilizzare il budget di tesoreria, uno strumento con un maggiore livello di dettaglio rispetto al budget finanziario:

  • Orizzonte temporale più breve (trimestrale, mensile o settimanale, sulla base delle esigenze informative richieste);
  • Flussi e saldi presentati con periodicità di 10 giorni, settimanale o giornaliera;
  • Proiezione dei flussi e dei saldi distinti per singolo istituto.

L’utilizzo di budget finanziario e budget di tesoreria consente dunque di verificare se gli affidamenti in essere – a livello complessivo e/o di singola banca – sono coerenti con le necessità aziendali. È possibile inoltre individuare, con adeguato anticipo, quali aree assorbono maggiormente liquidità, ed attuare per tempo la migliore soluzione.

Il denaro è una delle risorse fondamentali per l’impresa. Mantenere uno sguardo fisso e costante sulla situazione finanziaria permette non solo di sopravvivere e di crescere, ma anche di operare in condizioni di economicità, ovvero riducendo gli sprechi (prendere denaro a prestito ha un costo) e impiegando l’eventuale liquidità in eccesso nelle varie forme di investimento disponibili sul mercato.

Michele Turla, area Finance


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